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Progetti internazionali

Ancient European Languages and Writings (AELAW) Training School

  • A settembre 2016 Alteritas ha ospitato la Training School del progetto Ancient European Languages and Writings (AELAW)

Rassegna stampa

da verona-pantheon.com

A Verona la seconda tappa del progetto di ricerca internazionale “AELAW” (Ancient European Languages and Writings) per il censimento e la valorizzazione delle lingue frammentarie

 

Si terrà a Verona la Seconda Training School promossa dal gruppo di ricerca europeo AELAW (COST Action “Ancient European Languages and Writings”) costituito nel 2014 al fine di censire e valorizzare le lingue frammentarie d’Europa, di cui l’Italia detiene il primato con oltre 15mila iscrizioni in etrusco, osco, umbro, venetico, messapico, retico, camuno, leponzio e altre lingue di minore entità. 

Dopo la prima scuola di formazione sulle lingue frammentarie della Spagna preromana, tenutosi due anni fa a Jaca (sui Pirenei), il progetto, finanziato dall’Unione Europea, fa ora tappa nella città scaligera dove dal 5 all’8 settembre presso “Alteritas”, centro studi sulle interazioni tra popoli con sede nel Seminario vescovile, la rete scientifica con capofila l’Università di Saragozza, e composta da 24 centri di ricerca e 40 ricercatori, in rappresentanza di 13 paesi europei, farà il punto sulle iscrizioni italiche di età pre-romana. 

Non solo. «Entro il 2019, il gruppo di ricerca si è posto l’obiettivo di pubblicare dei piccoli volumi a scopo divulgativo (recente la pubblicazione sul Celtiberico, lingua frammentaria della Spagna,  a cura del professor Francisco Beltrán), restituire ai centri di ricerca e atenei d’Europa validi strumenti di studio di tali lingue, e formare una nuova classe di giovani ricercatori europei», spiega la vice presidente del progetto Simona Marchesini, coordinatore scientifico di Alteritas, «che tengano vivo lo studio di questo patrimonio culturale che nonostante il notevole rilievo per la storia d’Europa è a rischio smarrimento anche presso i vari atenei e centri di ricerca».

È proprio nella comunicazione dei popoli “minoritari” del mondo antico, dissoltisi nei processi di romanizzazione, infatti, «che rinveniamo informazioni utili anche con riguardo ai popoli moderni. Informazioni storiche, geografiche, religiose ma soprattutto anagrafiche: studiando i nomi di persona e la loro mobilità riusciamo a ricostruire la storia sociale di questi popoli, le loro reciproche relazioni e i motivi della loro scomparsa», insiste la ricercatrice di Verona, tra i pochi specialisti al mondo di Messapico e Retico. «Già nel mondo antico infatti i viaggi a lunga distanza, le relazioni commerciali tra comunità consentivano la condivisione di molti aspetti della cultura materiale e immateriale, quali il bere, il mangiare, gli usi del vestire, ma anche aspetti più speculativi come la poesia, la musica o la religione».

Durante i lavori veronesi, oltre all’intervento di specialisti delle lingue dell’Italia pre-romana, da quelle del Nord Italia come il leponzio (presente dal Piemonte al Veneto occidentale), il camuno (in Valcamonica), il retico (lingua dei Reti, stanziati in Trentino, in Alto Adige e in parte del Veneto occidentale) e il venetico(la lingua indoeuropea attestata in Veneto, di cui conosciamo circa 600 iscrizioni), a quelle del Centro Italia, quali l’etrusco, l’osco, l’umbro e altre lingue Italiche, fino a quelle del Sud, tra cui il messapico (in Puglia), l’elimo e il siculo-sicano in Sicilia, «ci collegheremo via Skype con il prof. Rex Wallace dell’Università di Amherst (Massachusetts) che sta studiando l’iscrizione di una grande stele etrusca appena emersa da scavi americani sul  Mugello e con il gruppo di studio del progetto archeologico di Roca (Melendugno, Puglia) che, grazie a recenti rilevamenti 3D, sta rinnovando il censimento delle centinaia di iscrizioni messapiche ancora inedite, rinvenute nella celebre e affascinante Grotta Poesia».

Tra un meeting e l’altro, l’équipe di  ricercatori, dottorandi e assegnisti, insieme agli specialisti più accreditati, prosegue il confronto con periodici incontri che si svolgono in varie sedi europee per scambiarsi risultati, spunti di metodo, e fare il punto su alcuni gruppi di lingue, determinare i criteri adatti alla pubblicazione di queste risorse, elaborare contenuti per il sito web (http://aelaw.unizar.es), scambiarsi gli strumenti per lo studio delle lingue frammentarie (cosiddette per lo stato in cui ci vengono dal tempo restituite). Alcune di queste, infatti, come il venetico, l’osco umbro, il leponzio e il celtiberico erano imparentate nel ceppo linguistico indoeuropeo. Altre, come l’etrusco e il retico, peraltro correlate, formavano una famiglia linguistica autonoma.

Coordinatori della Seconda Training School sono: Francisco Beltrán (Chair), Universidad de Zaragoza e Simona Marchesini (Vice Chair), Alteritas, Verona.

L’Università di Verona partecipa alla Training School con alcuni dottorandi del Dipartimento Culture e Civiltà (Prof. Alfredo Buonopane, Storia Romana). 

 

Rinvenimenti nella provincia di Verona

In territorio scaligero sono state rinvenute una ventina di iscrizioni retiche a Ca’ dei Cavri (una celebre asta di bronzo recante un’estesa iscrizione di dedica conservata nella Collezione Miniscalchi Erizzo a Verona, risalente alla metà del V- fine III sec a.C.), a Montorio (tre ossi di animali iscritti ritrovati sul colle del castello e databili IV-III sec. a.C.), a San Briccio di Lavagno (corni di cervo iscritti conservati nel al Museo di Storia Naturale), a San Giorgio di Valpolicella (placchette di bronzo e ossa animali iscritte di fine II secolo – inizi I secolo a.C.). Le iscrizioni in celtico d’Italia o leponzio, per lo più nomi di persona datati tra il II e I secolo a.C. sono state rinvenute sia in città, nella necropoli cenomane del Seminario Vescovile (15 testi con nomi di persona) sia da piccoli insediamenti periferici come quelli di Isola Rizzo, Isola della Scala,  Santa Maria di Zevio e Povegliano.

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by Javier HERRERA RANDO (da aelaw.unizar.es)

Pre-Roman languages and inscriptions of Italy

A year after its first Training School, the AELAW network organised the second one, which took place in Verona, Italy, between 5th and 8thSeptember 2016. Devoted to the languages and writings from Italy, the School was a valuable occasion to put together specialists and researchers in this interesting but complex topic. Near thirty trainees attended, with a heterogeneous profile: from grade students to professors from all Europe. Coordinated by Dr. Simona Marchesini and with the support of the Alteritas foundation, which facilitated the venue place, the event was a success.

The School was divided in four sessions, one for day. First day, Drs. Marchesini and Benelli made a general introduction about the peoples of Ancient Italy with a special consideration to ethnic and archaeological aspects, a useful introduction to the School. After that, Drs. Benelli and Belfiore focused in the main aspects of Etruscan epigraphy, an important task if one thinks about the amount of information that must be condensed. The session ended with a skype connection with Dr. Rex Wallace, who explained the recently discovered stele from Mugello.

Second day, and after a visit to the impressive Arena of Verona, one of the best preserved amphitheatres of Italy, and the Museo Maffeianowith its epigraphic collection, the session resumed with lectures about the languages and writings from northern Italy and the Alps region. Dr. Schumacher talked about Raetic, Drs. Benelli and Marchesini about Venetic and Dr. Stifter about Lepontic.

Wednesday 7th was an intensive but fruitful working session, beginning with lectures about Faliscan by Dr. Lucca Rigobianco and Camunic by Drs. Solano and Marchesini. Actually, one of the STSM realized during last May was devoted to the census of the Camunic inscriptions. Through Skype connection, Drs. Guglielmino and Scarano explained the astonishing site of Grotta della Poesia in the southern town of Rocca Vechia, a partially submerged cave with dozens of inscriptions. The evening was employed in the Osco-Umbrian languages, with lectures by Dr. Poccetti, one of the most important specialists in Italic languages, and by the young researcher Dr. Edoardo Middei, who talked about onomastics in these cultural areas.

Last day, Dr. Marchesini lectured about Messapic language from southeast Italy and the complex set of languages and epigraphic cultures of Sicily. Dr. Estarán, a Marie Curie Researcher, talked extensively about bilingualism and the latinization process in Italy and Dr. Valentina Belfiore closed the School with an interesting talk about fakes and odds in the Italic epigraphy. All participants could enjoy the city of Verona, one of the most beautiful in northern Italy, which served as an unrivalled setting for this Training School.

(foto da “L’Arena”)

 

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